Vincenzo Pizzi- ” Sono un producer e non un dj”

Nato ad Agnone nel ’93 ma residente a Miranda. Se non conoscete nessuno dei due posti non c’è alcun problema, infatti stiamo parlando di due paesini in Molisen’t, regione remota da dove proviene il producer Vincenzo Pizzi. Studia al liceo scientifico dove incomincia a produrre musica elettronica e IDM con il programma ableton live, che tutt’ora utilizza, facendosi chiamare MOUNT APART. Con questo acronimo autoproduce il suo primo EP che diffonde attraverso soundcloud e youtube.

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“Sono un producer e non un dj. Plastic people di Four Tet mi ha fatto avvicinare alla musica IDM e elettronica. Alla fine delle superiori volevo sapere se la musica era solo una passione o poteva diventare il mio lavoro. Il mio diploma alla Nut Academy mi ha aiutato a capire quello che volevo fare”

Dopo le superiori si iscrive alla Nut Academy di Napoli, un’accademia musicale, dove trascorre un anno in un ambiente professionale e al tempo stesso familiare. Nel 2014 decide di iscriversi allo IED di Roma al corso di sound design e nello stesso anno lancia il suo primo Live Set sotto il nome VINCENZO PIZZI per la casa discografica indipendente romana BLACKWATER. Con la stessa casa pubblicherà nel 2015 il vinile intitolato MARGARETHA. Sonorità scure, organiche e morbide caratterizzano le sue tracce di influenza techno.

Momento, Momento, Momento. Che vor di scure, organiche e morbide? 

“Vediamo come posso spiegartelo. Le sonorità scure sono quelle che rievocano un ambiente underground, le organiche sono i suoni che prendo dall’ambiente esterno come la città o la mia campagna, morbida invece è un sinonimo di suono ovattato”

Accenno con la testa per non far trasparire la mia poca dimestichezza con questi termini che mi sembrano paurosamente simili ad amabile, fruttato e rotondo nel mondo del vino. Dopo questa quisquilia, continua a raccontarmi delle sue successive pubblicazioni con molteplici case discografiche in giro per il mondo come  SECRET KEYWORDS (Berlino), la RDL47 RECORDS (Los Angeles), Otōmo (Utrecht), Off Recordings (Berlin), Riot Recordings (Italy).

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“P’taca è il luogo di lavoro in dialetto di Miranda da cui nasce il nome PYTECA della mia casa discografica. A un certo punto ho notato che le varie etichette discografiche mi pubblicavano soltanto un genere musicale che io sentivo standardizzato,  tralasciando quello che io sentivo più mio. Il file rouge della mia casa discografica è la libertà, infatti anche se due brani possono sembrare inconciliabili delle volte basta solo modificare qualcosa e il gioco è fatto”

PYTECA nasce nel 2016 proponendo diversi generi musicali: techno, elettronica, electro e IDM. La libertà è la filosofia che muove il suo progetto dando spazio a molti producer di diverse estrazioni e nazionalità.

In questi anni Vincenzo ha promosso vari artisti di vario genere e caratura tra cui: KRABE, N:CK, Rebecca Delle Piane, Alexia Robbio, The Mark, Eloim, Giuseppe Fusco, Dario Lanzellotti, Gigi Galli, Mannella, Lunatik, Worg, Gianmarco Silvetti, Gianmaria Coccoluto, GMDT, Carlo Toma e altri ancora.

Il primo album RITRATTO ha raggiunto le 300 copie ed è composto da 11 tracce techno ed electro. L’album è lo step iniziale di Vincenzo che ormai trovava l’EP “troppo stretto” avendo così la possibilità di presentare  un percorso musicale più ampio e strutturato.

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“Cerco di trovare ispirazione dall’ ambiente che ho intorno a me. Ascolto i suoni delle strade e delle campagne, indago le storie delle persone e poi trasformo queste mie sensazioni in musica.”

Istintivo e poi schematico. Vincenzo evidenzia il suo rapporto duale con l’ambiente che lo circonda. La traccia Ouch in RITRATTO ne è un esempio. Ouch infatti è il rumore che suo zio americano ripeteva per un certo dolore al ginocchio provocato dal lungo viaggio per arrivare in Europa. La semplicità con cui mi descrive questo processo ideativo mi fa quasi pensare che anche io possa comporre della musica con il sibilo della mia fedele aria condizionata! Poi ci rifletto, faccio due tiri alla consueta sigaretta post intervista e con un sorriso stampato convengo che farei una cazzata, ops cavolata volevo dire!

“Mi piacerebbe organizzare degli showcase e iniziare a stampare. Monegros, Spring Attitude, Club to Club, Melt Festival, l’importante è che suoniamo”

Assaggialo.

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